Mascherine U-Mask 2.1 ritirate dal mercato, sono pericolose per la salute

In Italia, il Ministero della Salute ha vietato il commercio delle mascherine U-Mask Model 2.1, disponendone l’immediato ritiro dal mercato. La decisione è legata alla sicurezza del prodotto. Questo, a seguito dei controlli eseguiti dal Nas di Trento.

Per il ministero il prodotto non ha i necessari ed essenziali requisiti tecnici. E cioè la capacità di mantenere inalterate le prestazioni del filtro intercambiabile (refill) fino a 200 ore di utilizzo, la biocompatibilità e la pulizia microbica.

Mascherine U-Mask 2.1, il divieto di vendita del Ministero della Salute

La società U-Earth Biotech Ltd aveva registrato il prodotto in sostituzione del modello 2.0. Questo modello, infatti, aveva avuto un analogo provvedimento ministeriale. Il provvedimento del Ministero della Salute si muove di pari passo con le investigazioni del Nas di Trento.

mascherine u maskPin

Nel corso delle ultime settimane i militari hanno verificato la filiera produttiva del nuovo modello di mascherina, accertandosi che – rispetto al modello precedente – nonostante fosse stato sostituito uno dei tessuti interni del filtro, il prodotto non aveva effettivamente superato il test di pulizia microbica.

Dopo aver esaminato le caratteristiche delle U-Mask Model 2.1, il Ministero della Salute ha decretato il divieto di immissione in commercio e contestuale provvedimento di ritiro dal mercato del prodotto.

Nel corso degli ultimi mesi, la nuova versione delle suddette mascherine U-Mask era stata oggetto di un’accurata indagine per frode nell’esercizio del commercio condotta dalla Procura di Milano.

Allo stesso modo, anche il modello che aveva preceduto la produzione e la distribuzione delle U-Mask Model 2.1 era stato destinato al medesimo provvedimento da parte dell’istituzione ministeriale, nel mese di febbraio.

L’ultimo provvedimento diramato dal Ministero della Salute per sancire il divieto di vendita e il ritiro dal mercato è stato stabilito in considerazione della destinazione d’uso del prodotto, nonché dei potenziali rilevanti rischi per la salute umana derivati dall’assenza di un regolare processo valutativo in termini di sicurezza ed efficacia, e della conseguente assenza di garanzia sull’effettiva adeguatezza come strumento di prevenzione dei contagi.

L’esecuzione del provvedimento verrà controllata dal Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute. Intanto, l’azienda potrà decidere di fare ricorso al Ministero entro e non oltre 30 giorni dall’emanazione del divieto commerciale e del ritiro del prodotto o rivolgersi al Tar, entro e non oltre un periodo di 60 giorni.

La decisione comunicata alla popolazione italiana da parte del Ministero della Salute in merito alle mascherine U-Mask Model 2.1 è stata commentata dall’inviato di Striscia la notizia, Moreno Morello, che ha dichiarato:

“Penso di essere stato tra i primi ad acquistare il modello 2.1 di U-Mask.

Ideare, testare e lanciare un prodotto sicuro, decisamente diverso da quello ritirato dal mercato, in tempi così brevi mi sembrava un’anomalia. Tanto più per una mascherina che vanta da sempre caratteristiche superiori ai comuni Dispositivi Medici in commercio.

Infatti, i nostri test hanno evidenziato subito che la respirabilità di U-Mask 2.1 aveva dei problemi e non appariva conforme”.

Tramite una nota ufficiale, inoltre, è stato annunciato che il TG satirico in onda su Canale 5 e ideato da Antonio Ricci stesse investigando circa la questione mascherine U-Mask dal mese di dicembre 2020, per verificare le reali potenzialità del dispositivo.

A questo proposito, è stato dimostrato che la U-Mask Model 2.1 rappresenterebbe ufficialmente una “mascherina paragonata dall’azienda che la produce ai dispositivi di protezione individuale (FFP2 o FFP3), ma che avrebbe in realtà una capacità di filtrazione sotto la soglia prevista per legge e inferiore a quella di una comune chirurgica da 50 centesimi”.

Per questo motivo, quindi, la Procura di Milano ha rapidamente provveduto ad aprire un’indagine sul prodotto.

Fonti: Notizie.it e Secolo d’Italia.